mercoledì 11 agosto 2010
lunedì 2 agosto 2010
New Zealand Model of Partnership
Partnership is a key concept for the midwifery profession.
New Zealand midwives work in partnership with the woman and her family in a relationship of trust, shared decision making and responsibility, negotiation and shared understanding.
The word midwife means ‘with woman’ and is reflective of the midwife’s role in accompanying the woman on her journey through pregnancy and childbirth into motherhood.
The midwife acknowledges the woman’s autonomy in her own life and respects the decisions she makes for her childbearing experience.
The midwife has a responsibility to share all the available information with the woman and to respect her values and beliefs. This includes working with her to involve her chosen family members.
To reflect the partnership with women the New Zealand College of Midwives welcomes individual consumer members as well as affiliated consumer organisations. All College committees have consumer representation to ensure midwifery services remain woman centred.
From NCOM
Sottolineo WOMAN CENTRED!!!!!!!!!!!!!!!!
New Zealand midwives work in partnership with the woman and her family in a relationship of trust, shared decision making and responsibility, negotiation and shared understanding.
The word midwife means ‘with woman’ and is reflective of the midwife’s role in accompanying the woman on her journey through pregnancy and childbirth into motherhood.
The midwife acknowledges the woman’s autonomy in her own life and respects the decisions she makes for her childbearing experience.
The midwife has a responsibility to share all the available information with the woman and to respect her values and beliefs. This includes working with her to involve her chosen family members.
To reflect the partnership with women the New Zealand College of Midwives welcomes individual consumer members as well as affiliated consumer organisations. All College committees have consumer representation to ensure midwifery services remain woman centred.
From NCOM
Sottolineo WOMAN CENTRED!!!!!!!!!!!!!!!!
lunedì 26 luglio 2010
Empowering women!
Dopo un viaggio intenso di 48 ore si aereo e sole 52 ore a Milano in modo che due dei miei bambini si possano godere l'estste italiana, i nonni, la zia e tanta bella mozzarella, e' iniziato il nuovo semestre. 4 esami: Anatomia 2, Arte e Scienza Ostetrica 1, Pratica Ostetrica, Struttura e storia professionale della pratica ostetrica. Dalle 8.00am alle 4pm all'universita' tra laboratori, tutorials, lezioni nei gruppi di studio, demo rooms, la prima settimana ho avuto l'impressione che con l'imbuto ci stessero nutrendo di informazioni e nozioni importantissime... che, ovviamente, non ho ancora digerito, ma che confido di digerire al piu' presto!
Il gruppo di ostetricia e' variopinto quindi un bell'esempio di cultura neozelandese. Donne di diverse etnie e colori, culture e passati, storie ed esperienze di vita che ogni momento, ad ogni lezione vengono condivise emozionando tutte! La prima lezione di Art and Science abbiamo condiviso la nostra storia di quando abbiamo scoperto di essere incinta. Anche le prof hanno condiviso la loro e ci siamo emozionate con loro... ridendo e piangendo allo stesso tempo! Sento che si sta creando un legame tra noi studentesse di ostetricia: anche queste condivisioni lo rendono possibile! Non ci si incontra solo per imparare o epr passare l'esame, ma per condividere ... anche le nostre paure e fragilita'!
Abbiamo parlato della prima visita ostetrica: aspettative della donna, tecnicismi, esami. La donna decide dove partorire e quali esami vuole fare. Esistono quelli di routines e anche le ecografie di routines, ma e' lei a decidere se vuole farli o meno. Le si lascia il potere di decidere e le si trasmettono le informazioni necessarie per prendere una decisione, scevre noi ostetriche di qualsiasi goudizio (difficilissimo per altro... ed infatti ci hanno detto di lavorare su di noi). Il motto delle lezioni, espresso o inespresso e' DARE IL POTERE ALLE DONNE! EMPOWERING WOMEN!!! Incredibile! Mi e' venuto in mente che la Nuova Zelanda e' stato il primo paese al mondo a concedere il voto alle donne. Centrera' qualcosa?
Il materiale usato nelle lezioni e' costituito principalmente da presentazioni in power points. Un paio di slides mi hanno colpite e ve le riporto:
Il gruppo di ostetricia e' variopinto quindi un bell'esempio di cultura neozelandese. Donne di diverse etnie e colori, culture e passati, storie ed esperienze di vita che ogni momento, ad ogni lezione vengono condivise emozionando tutte! La prima lezione di Art and Science abbiamo condiviso la nostra storia di quando abbiamo scoperto di essere incinta. Anche le prof hanno condiviso la loro e ci siamo emozionate con loro... ridendo e piangendo allo stesso tempo! Sento che si sta creando un legame tra noi studentesse di ostetricia: anche queste condivisioni lo rendono possibile! Non ci si incontra solo per imparare o epr passare l'esame, ma per condividere ... anche le nostre paure e fragilita'!
Abbiamo parlato della prima visita ostetrica: aspettative della donna, tecnicismi, esami. La donna decide dove partorire e quali esami vuole fare. Esistono quelli di routines e anche le ecografie di routines, ma e' lei a decidere se vuole farli o meno. Le si lascia il potere di decidere e le si trasmettono le informazioni necessarie per prendere una decisione, scevre noi ostetriche di qualsiasi goudizio (difficilissimo per altro... ed infatti ci hanno detto di lavorare su di noi). Il motto delle lezioni, espresso o inespresso e' DARE IL POTERE ALLE DONNE! EMPOWERING WOMEN!!! Incredibile! Mi e' venuto in mente che la Nuova Zelanda e' stato il primo paese al mondo a concedere il voto alle donne. Centrera' qualcosa?
Il materiale usato nelle lezioni e' costituito principalmente da presentazioni in power points. Un paio di slides mi hanno colpite e ve le riporto:
IT IS NEVER ENOUGH JUST TO SAY THAT THIS IS THE WAY IT IS,
ALWAYS HAS BEEN AND ALWAYS WILL BE.
CHANGE CAN HAPPEN BUT IT WILL NEVER HAPPEN
IF WE DON’T UNDERSTAND THE RELATIONSHIP OF
POWER AND POLITICS THAT EXIST AROUND US.
Welcome to Midwifery
Dopo queste slides la prof ha detto: " When I look at you I see an opportunity here. The opportunity of new generations to be empowered and to make the change!".
venerdì 2 luglio 2010
L'Uovo 25
Il nuovo L'Uovo si è schiuso!
Questo giornale della Casa di Maternità La Via Lattea è sempre una sorpresa. Noi redattrici siamo mamme della Casa di Maternità e ci diamo da fare a scrivere e a raccogliere gli articoli. Un lavoro bellissimo e intenso! A volte penso che debba essere divulgato dappertutto, ma la filosofia della Casa di Maternità non è condivisa da tutti.
Leggetelo tutto! E' bellissimo!
Questo giornale della Casa di Maternità La Via Lattea è sempre una sorpresa. Noi redattrici siamo mamme della Casa di Maternità e ci diamo da fare a scrivere e a raccogliere gli articoli. Un lavoro bellissimo e intenso! A volte penso che debba essere divulgato dappertutto, ma la filosofia della Casa di Maternità non è condivisa da tutti.
Leggetelo tutto! E' bellissimo!
mercoledì 30 giugno 2010
Post Esami...
Ho passato i tre esami di questo semestre. E' ufficiale! Ho aspettato a scriverne per scaramanzia... sono molto scaramantica! A volte mi chiedo come sia successo... questo semestre è stato strano, angosciante a volte, intenso e avvincente. A volte credo che il mio bambino e le persone che mi hanno amato mi abbiano dato una bella spinta. E anche i vostri incoraggiamenti mi hanno aiutato molto.
Ho imparato molto in questo semestre. Mi sento molto cambiata in tante cose. E mi sento che sono i fase di continuo cambiamento. Una cosa che ho capito di me stessa è che per avere nuove energie per nuove cose (da imparare o da fare) ci vuole una ricarica (diciamo che in teoria lo sapevo già... but knowing is not doing!). I neuroni per elettrizzarsi bene tra di loro hanno bisogno di nutrimento...ed in particolare di un nutrimento ... il riposo. Sarà una cosa banale, ma mentre studiavo anatomia ho capito che se non mi riposavo un po' tra le sessioni di studio, tutte quelle cose non mi sarebbero entrate nella testa. E allora perchè a volte ci si ostina a non fermarsi mai... per dimostrare chissà che cosa a chissà chi? Ogni tanto in biblioteca mi fermavo a pensare a quando a Milano lavoravo e dovevo fare degli orari impensabili. il più delle volte per dimostrare che ero efficente, dedicata, forte e invincibile. Questo semestre no, non volevo dimostrare niente a nessuno. Continuavo a ripetermi che avrei fatto quello che potevo e che mi sarei concessa dei momenti di riposo per poi ripartire. Qualche tempo fa mi sarei sentita in colpa a prendermi dei momenti di riposo. Che strana cosa i sensi di colpa... se si potessero vendere sarei ricchissima! Dunque ha funzionato. Il mio rendimento è aumentato introducendo delle pause di riposo, calcolate ovviamente, ma necessarie. Perchè semplicemente sono vincibile... e in fondo che male c'è?
Settimana scorsa abbiamo avuto la Clinical Skills Week. All'interno dell'Università ci sono le cosidette Demo Rooms uguali a delle sale d'ospedale con tanto di manichini. Abbiamo imparato a lavarci le mani in modo corretto, a usare i guanti sterili, a provare la pressione del sangue, il polso, la temperatura, la respirazione, a cambiare le pazienti e a fare e a rifare i letti. Prendendo nota sulla cartella medica e imparando con il role play come approciare la paziente. E' stato bellissimo! Intensissimo! Eravamo tutte molto concentrate e motivate! Mi hanno colpito molto due cose. Il continuo chiedere il permesso (consent) alla paziente. Ovverosia non si può semplicemente dire: " Devo provarti la pressione". No si deve dire :"ti posso provare la pressione?". Bisogna aspettare la risposta positiva della paziente e poi operare. Interessante. Non ricordo nulla di simile in Italia, ma non faccio testo io. L'altra cosa che mi ha colpito è la gentilezza ad oltranza. La paziente puo' dire di no a qualsiasi cosa e noi comunque dobbiamo rispettare la sua scelta ed essere sempre gentili e disponibili. Incredibile! Le nostre insegnanti ci hanno osservato e valutato, e non smettevano di ripeterci di essere gentili e di supporto. Abbiamo così assaggiato il primo mattoncino del nostro ruolo... che mi sento di amare sempre di più...ogni giorno che passa.
Ho imparato molto in questo semestre. Mi sento molto cambiata in tante cose. E mi sento che sono i fase di continuo cambiamento. Una cosa che ho capito di me stessa è che per avere nuove energie per nuove cose (da imparare o da fare) ci vuole una ricarica (diciamo che in teoria lo sapevo già... but knowing is not doing!). I neuroni per elettrizzarsi bene tra di loro hanno bisogno di nutrimento...ed in particolare di un nutrimento ... il riposo. Sarà una cosa banale, ma mentre studiavo anatomia ho capito che se non mi riposavo un po' tra le sessioni di studio, tutte quelle cose non mi sarebbero entrate nella testa. E allora perchè a volte ci si ostina a non fermarsi mai... per dimostrare chissà che cosa a chissà chi? Ogni tanto in biblioteca mi fermavo a pensare a quando a Milano lavoravo e dovevo fare degli orari impensabili. il più delle volte per dimostrare che ero efficente, dedicata, forte e invincibile. Questo semestre no, non volevo dimostrare niente a nessuno. Continuavo a ripetermi che avrei fatto quello che potevo e che mi sarei concessa dei momenti di riposo per poi ripartire. Qualche tempo fa mi sarei sentita in colpa a prendermi dei momenti di riposo. Che strana cosa i sensi di colpa... se si potessero vendere sarei ricchissima! Dunque ha funzionato. Il mio rendimento è aumentato introducendo delle pause di riposo, calcolate ovviamente, ma necessarie. Perchè semplicemente sono vincibile... e in fondo che male c'è?
Settimana scorsa abbiamo avuto la Clinical Skills Week. All'interno dell'Università ci sono le cosidette Demo Rooms uguali a delle sale d'ospedale con tanto di manichini. Abbiamo imparato a lavarci le mani in modo corretto, a usare i guanti sterili, a provare la pressione del sangue, il polso, la temperatura, la respirazione, a cambiare le pazienti e a fare e a rifare i letti. Prendendo nota sulla cartella medica e imparando con il role play come approciare la paziente. E' stato bellissimo! Intensissimo! Eravamo tutte molto concentrate e motivate! Mi hanno colpito molto due cose. Il continuo chiedere il permesso (consent) alla paziente. Ovverosia non si può semplicemente dire: " Devo provarti la pressione". No si deve dire :"ti posso provare la pressione?". Bisogna aspettare la risposta positiva della paziente e poi operare. Interessante. Non ricordo nulla di simile in Italia, ma non faccio testo io. L'altra cosa che mi ha colpito è la gentilezza ad oltranza. La paziente puo' dire di no a qualsiasi cosa e noi comunque dobbiamo rispettare la sua scelta ed essere sempre gentili e disponibili. Incredibile! Le nostre insegnanti ci hanno osservato e valutato, e non smettevano di ripeterci di essere gentili e di supporto. Abbiamo così assaggiato il primo mattoncino del nostro ruolo... che mi sento di amare sempre di più...ogni giorno che passa.
domenica 13 giugno 2010
Esami
Scusate l'assenza, ho avuto una serie infinita di esami e domani ho l'ultimo di anatomia...
Ce la mettero' tutta... a presto!
Ce la mettero' tutta... a presto!
giovedì 3 giugno 2010
Reflective Journaling - Why keep a journal?
Ci insegnano che un requisito fondamentale di un'ostetrica e' tenere un diario...
Non mi ricordo un periodo della mia vita in cui non ho avuto un diario... un diario da rileggere, con cui piangere e sorridere, per ricordare quello che e' stato e quello che poteva essere, per capire chi sono e dove voglio andare, per ricordarmi di chi sono e perche'... Ora ne devo avere uno per quando comincero' i miei cosiddetti clinical (pratica clinica, che pero' non e' detto che sia in ospedale), non vedo l'ora!
- To remember and record your thoughts, feelings, actions and practices.
- To keep a record for you to revisit and analyse.
- To help you think things through.
- To allow you to see where you are at, where you have been and where you are going.
Non mi ricordo un periodo della mia vita in cui non ho avuto un diario... un diario da rileggere, con cui piangere e sorridere, per ricordare quello che e' stato e quello che poteva essere, per capire chi sono e dove voglio andare, per ricordarmi di chi sono e perche'... Ora ne devo avere uno per quando comincero' i miei cosiddetti clinical (pratica clinica, che pero' non e' detto che sia in ospedale), non vedo l'ora!
Iscriviti a:
Post (Atom)